Allenare, non fare cronaca in diretta

Durante la partita, l'allenatore deve guardare i bambini e il gioco. Il contesto per i genitori può arrivare dopo.

Un allenatore di calcio giovanile osserva i giocatori in campo, con il telefono riposto, mentre i genitori sono a bordo campo sullo sfondo.

C'è una tendenza nelle app per il calcio giovanile: trasformare la partita in qualcosa che i genitori possono seguire in diretta. Cambi, minuti e aggiornamenti arrivano sul telefono mentre la partita è ancora in corso.

A prima vista sembra logico. I genitori vogliono sentirsi vicini ai propri figli e a quello che fanno in campo. Tu, allenatore, vuoi poter mostrare che il tempo di gioco è distribuito in modo equo. Più informazioni sembrano più chiarezza, e più chiarezza sembra più fiducia.

Ma la partita è già piena di scelte da prendere sul momento. Leggi la squadra, la panchina, il cronometro e i bambini che hai davanti. Chi ha bisogno di rifiatare? Chi ha smesso di chiedere palla? Chi è pronto a entrare? Un bambino esce e chiede perché. Un altro aspetta il suo turno.

Tutto questo accade mentre la partita continua.

Una cosa in più da seguire

Una cronaca in diretta per i genitori non aggiunge solo informazioni. Cambia il tuo ruolo durante la partita.

Aggiunge un altro livello da seguire. Non stai più seguendo solo la partita e i bambini. Inizi a pensare anche a come ogni scelta viene letta da fuori, in tempo reale.

D’un tratto ogni cambio può diventare qualcosa da interpretare su un telefono. Perché mio figlio è uscito adesso? Perché quello è rimasto in campo? Perché il piano è cambiato?

Sono domande legittime. Il problema è quando vengono fatte.

Non dovresti dover spiegare le tue decisioni mentre la partita è ancora in corso.

La singola partita inizia a pesare più della stagione

Il tempo di gioco equo non si misura in una partita sola. È un andamento che si vede nell’arco di settimane e di mesi. Riguarda il fatto che ogni bambino riceva abbastanza tempo in campo per divertirsi e crescere, lungo tutte le partite che la squadra gioca.

Un sabato può venire sbilanciato per tanti motivi. Un bambino arriva in ritardo. Qualcuno si fa male. Uno si stanca. Ti accorgi tardi che il tempo sta finendo. Il calcio giovanile segue raramente il piano alla lettera.

In un feed in diretta, ogni cosa che accade rischia di pesare più di quanto dovrebbe. Ogni cambio, pausa, infortunio, arrivo in ritardo o aggiustamento del piano diventa qualcosa che i genitori possono guardare nel dettaglio mentre la partita va avanti.

Il rischio non è che i genitori sappiano troppo. Il rischio è che lo sguardo sul breve termine inizi a pesare più di quello sul lungo termine.

La stagione resta la prospettiva migliore. È anche lo spirito del calcio di base italiano: nei Pulcini e negli Esordienti la partecipazione è già costruita dentro il formato, perché tutti i partecipanti iscritti nella lista devono giocare almeno un tempo dei primi due. È una regola pensata per garantire presenza e continuità ai bambini, non per trasformare ogni scelta dell'allenatore in una diretta per chi guarda da fuori.

Quando la partita diventa un feed, i bambini se ne accorgono

Nelle fasce d’età più piccole, i bambini stanno ancora imparando cos’è il calcio. Il gioco dovrebbe sentirsi come qualcosa che vivono da dentro, non come qualcosa che viene misurato e analizzato altrove nello stesso momento.

I genitori a bordo campo fanno parte dello sport giovanile. Non è quello il problema.

I bambini non vedono il feed in diretta, ma si accorgono quando l’attenzione degli adulti si sposta dal gioco in campo alla cronaca sul telefono.

È la stessa logica che guida il calcio di base in Italia. Nelle linee del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC l’attività di base «ha sempre carattere formativo ed utilizza il gioco quale strumento didattico»: al centro c’è la crescita del bambino, non lo spettacolo. Per questo conta dove mettiamo l’attenzione durante la partita: sui bambini e sul gioco, non su una cronaca parallela sul telefono.

Cosa fa FairSub invece

FairSub non invia link in diretta né notifiche ai genitori durante la partita.

L’app è per te, allenatore. Calcola i cambi mentre la partita va avanti, li ricalcola quando qualcosa cambia e ti avvisa quando è il momento di un cambio. Così puoi tenere lo sguardo sui bambini e sulla partita, non su una cronaca per chi guarda da fuori.

Dopo la partita puoi condividere un riepilogo. Lì si vede il tempo di gioco di ogni bambino nelle ultime partite, confrontato con la media della squadra.

I genitori hanno comunque le informazioni. Ma dopo la partita, quando la si può guardare nel suo insieme. Non un argomento per discutere a bordo campo, ma un dato per parlarne con più serenità.

Tempo di gioco equo. Ogni partita.

E alla fine, un cinque ci sta.